Verso l’anno 1885, Alfred Barnard fu il segretario della Harper’s Weekly Gazette, un giornale che che si occupava del commercio del vino e degli alcolici.
Per fornire ai lettori la storia e le descrizioni dettagliate del processo di produzione del whisky, Barnard si decise a visitare tutte le distillerie in Scozia, Inghilterra e Irlanda. Accompagnato da
diversi amici, visitò in tutto 162 distillerie: 129 in Scozia, 29 in Irlanda e 4 in Inghilterra. I risultati di questo viaggio sono stati scritti nella Harper’s Weekly Gazette, e poi pubblicati nel libro The Whisky Distilleries of the United Kingdom, che comprende voci su nomi che ancora oggi stimolano l’intenditore di whisky: Bowmore, Glenlivet, Highland Park, Macallan e Talisker – così come molti altri che, pur essendo popolari alla fine del XIX secolo, non hanno superato la prova del tempo.
Il fascino del libro di Barnard non risiede solo nella descrizione delle caratteristiche tecniche di ciascuna distilleria, confrontando le tante attrezzature e le differenze nella distillazione, ma anche nelle colorite descrizioni dei suoi viaggi. Pieno di riferimenti storici e aneddoti, nonché di dettagli di come Barnard e i suoi compagni siano riusciti a raggiungere distillerie in alcune delle zone più remote della Gran Bretagna, il libro è anche un’immagine vivace della vita e del viaggiare durante l’Età Vittoriana.
Un prezioso compagno per tutti coloro che sono interessati allo scotch whisky, magnificamente illustrato con oltre 200 incisioni che mostrano sia le distillerie stesse, sia le parti principali del processo di distillazione.
Alfred Barnard
Alfred Barnard (1837-1918), è stato uno storico britannico della birra e della distillazione. Secondo i pochi documenti disponibili, Barnard nacque nel 1837 da una famiglia battista a Thaxted, un villaggio rurale dell’Essex, a Nord Est di Londra.
Nel 1859, all’età di 22 anni, sposò Fanny Ruffle, anch’essa ventiduenne. Si pensa che a quell’epoca Alfred fosse un droghiere residente a Kensington. Ebbero due figlie, Theodora e Edith, e un figlio, Harold. Barnard è descritto nei rispettivi certificati di nascita come esportatore di sapone da toilette, poi come commerciante e infine come gentiluomo. I certificati riportano indirizzi diversi, da Islington nel 1861 alla zona di Cavendish Square nel 1869.
Nel 1881 sono elencati come residenti vicino a Dulwich, Londra. Curiosamente, Barnard non compare nel censimento del 1901.
In qualità di segretario della Harper’s Weekly Gazette, visitò tutte le distillerie di whisky in attività in Gran Bretagna e Irlanda tra il 1885 e il 1887. Della stampa originale, è sopravvissuto fino ad oggi solo un piccolo numero di copie; alcune sono rilegati in pelle, ma la maggior parte ha una rilegatura di tela verde. Copie della prima edizione sono passate di mano per migliaia di sterline. Tuttavia, diverse copia in facsimile sono stata pubblicata dal 1987. Questo libro è stato definito il più importante scritto sul whisky.
Dopo la pubblicazione di Whisky Distilleries, Barnard fu incaricato da varie distillerie di produrre opuscoli promozionali. Si sa che ne esistono ancora sei, molto rari. Si tratta di: Come miscelare il whisky scozzese per Mackie & Co, Pattison’s/Glenfarclas, Johnnie Walker, Watson’s of Dundee, Highland Distillers e Dalmore. Ha anche scritto un opuscolo di trentaquattro pagine per Duncan, Alderdice & Co, Newry, Co. Down, che aveva una vasta attività di blending.
Dopo il primo successo, Barnard intraprese un tour della birra simile nel 1889-1891, visitando oltre 110 birrifici in Gran Bretagna e Irlanda. Il prodotto finale di questo tour fu The noted breweries of Great Britain and Ireland, pubblicato in tre anni e in quattro volumi. Il libro fornisce un’ampia descrizione delle dimensioni dell’industria dell’epoca e fornisce anche alcune biografie di alcune delle illustri famiglie coinvolte, come i Guinness. Anche in questo caso furono prodotti opuscoli promozionali, anche se, a differenza degli opuscoli sul whisky di Barnard, che erano opere nuove e originali, questi sembrano essere semplicemente ristampe in facsimile delle voci pertinenti nei volumi principali. In ogni caso, le voci di Noted Breweries sono generalmente molto più ampie di quelle del volume Distilleries.
Morì a Croydon, a sud di Londra, il 31 maggio 1918, all’età di 81 anni.
The Whisky Distilleries of the United Kingdom
In totale, Alfred Barnard visitò 162 distillerie: 129 in Scozia, 29 in Irlanda e 4 in Inghilterra. Il risultato fu il monumentale The Whisky Distilleries of the United Kingdom, un libro di 500 pagine, contenente informazioni tecniche approfondite sulle distillerie, oltre a schizzi e incisioni. Molte delle distillerie visitate da Barnard sono state chiuse e nella maggior parte dei casi, soprattutto in Irlanda, gli edifici stessi sono scomparsi. In altri casi, i nomi delle distillerie sopravvissute sono cambiati.
Il libro costituisce le fondamenta della attuale conoscenza storica sul whisky. È stato il primo libro completo, il più importante studio dedicato al whisky. È anche la fotografia degli anni in cui l’Irish Whisky era ancora lo stile dominante, anche se prossimo al declino. Erano gli anni in cui l’industria scozzese era al suo punto di svolta, gli anni in cui i Baroni del Whisky avrebbero rivoluzionato completamente il mondo dello Scotch grazie all’uso della colonna Coffey, alla produzione di whisky di grano e all’imbottigliamento dei blended whisky che avrebbero rapidamente conquistato il mercato. Erano gli anni in cui la società e l’industria godevano ampiamente dei benefici dell’espansione economica registrata durante l’età vittoriana, il periodo del lungo regno della regina Vittoria (20 giugno 1837 – 22 gennaio 1901).
La sua maniacale ossessione per i numeri – lunghezze, quantità e litri – fa spesso sorridere. In realtà oggi, con una maggiore conoscenza del processo di distillazione, sono informazioni molto importanti che ci aiutano a capire come il malt whisky è diventato malt whisky. La sua conoscenza tecnica, modesta ad inizio viaggio, è cresciuta insieme al numero di distillerie visitate: le schede delle ultime distillerie sono molto più ricche di dettagli che aiutano a comprendere lo stile della distilleria e del suo malto.
Oggi è tutto facile, i Visitor Centre delle distillerie costituiscono un business sempre più importante, dal sito web si possono ottenere tutte le informazioni, con una mail si possono facilmente organizzare tutte le visite. Ai tempi di Barnard tutto era differente, considerando la lontananza di molte di queste distillerie e le difficoltà di trasporto dell’epoca vittoriana. Le sue visite erano delle vere esplorazioni, il “bon ton” aristocratico e la lentezza erano imprescindibili. Una impresa straordinaria.
In un’editoriale di Harper’s del 5 marzo 1887, si legge: “All’inizio del 1885 il nostro corrispondente, il signor Alfred Barnard, durante una visita a molte distillerie delle Highlands, rimase colpito dal fatto che il mondo del whisky in generale ignorava completamente molti, se non la totalità, degli stabilimenti da cui provenivano le varie marche di whisky”.
“Nelle vendite, e sul mercato in generale, si parla e si tratta liberamente della produzione di quel Glen o di questo Ben, ma pochi sanno qualcosa sulle località o dei dettagli della produzione. È nata così l’idea di visitare personalmente ogni distilleria del Regno Unito per descriverne la storia, il territorio e il metodo di lavorazione”.
Alfred Barnard è stato il primo whisky blogger al mondo?
Riporto, a titolo di esempio, le immagini nell’opuscolo promozionale predisposto da Alfred Barnard per la distilleria Glenfarclas-Glenlivet, con un breve estratto del testo. Chi ha percorso il tratto di strada tra Craigellachie e la distilleria, troverà descritti gli stessi scenari, gli stessi boschi, le stesse salite, gli stessi corsi d’acqua. E le stesse emozioni.
Glenfarclas-Glenlivet distillery
Procediamo ora ad una breve descrizione della nostra visita a Glenfarclas, dove i Sigg. Pattison e la Elder & Co. prelevano una considerevole parte dei loro fabbisogni di whisky di malto della North Country.

Abbiamo viaggiato da Edimburgo fino a Craigellachie e poi siamo andati in macchina alla distilleria, che si trova a circa otto miglia dalla stazione ferroviaria di interscambio. Il distretto conosciuto con il nome di Glenlivet, così giustamente celebrato per il suo whisky particolarmente aromatico (whisky che prende il nome della regione), occupa una zona considerevole della regione), occupa una parte considerevole della parrocchia di Inveraven, nel Banffshire. È costituito per la maggior parte da brughiere e montagne, irrigate dal fiume Livet, il cui corso d’acqua, dopo aver percorso undici miglia, si getta nello Spey, quel nobile fiume così giustamente celebrato per la pesca del salmone.
Quando siamo partiti per il nostro lungo viaggio, era una bella mattina di primavera, anche se un po’ fredda; ma subito dopo aver superato il pittoresco borgo di Craigellachie, il sole ha brillato in tutto il suo splendore, riscaldando l’atmosfera e illuminando il variegato paesaggio.
La nostra strada per la prima parte del percorso costeggiava, o sovrastava, il fiume Spey, delimitata da colline di notevole altezza e dalle forme più varie, che hanno conferito al panorama un grandioso carattere.
Man mano che si raggiungeva un terreno più alto, si intravedevano di tanto in tanto valli lontane, colline coperte di boschi e luoghi pittoreschi altrettanto belli. Presto la strada ripida
iniziava a snodarsi tra betulle e abeti sparsi, piantati sul fianco della montagna incombente, da cui apparivano alla vista scenari lontani, al di là dei quali si delineavano lontane sommità.
Lasciandoci alle spalle la valle del Spey, abbiamo presto raggiunto Rinnechat, da dove una strada desolata di montagna, lunga quattro miglia, conduceva sino alla distilleria Glenfarclas. A questo punto abbiamo fermato la carrozza per dare uno sguardo prolungato alla splendida prospettiva che ci stavamo lasciando alle spalle, che abbracciava le porzioni più belle
della celebre valle dello Spey, con il suo sfondo di alte colline che si estendevano sino a Grantown.
Riprendendo il nostro viaggio, ci si presentò una scena completamente diversa. Davanti a noi, si ergeva isolato in una maestosità solitaria, il Bentinnes, e, ammassato sulle sue pendici, il gruppo di edifici che comprendeva la distilleria a cui eravamo diretti. La giornata era fortunatamente limpida, il cielo privo di nuvole, l’aria fresca e pungente. I piccoli ruscelli, come fili d’argento, che scendono lungo i fianchi del Bentinnes, qua e là scintillavano alla luce del sole, e contrastavano magnificamente con la prevalente cupezza da cui provenivano o in cui si perdevano.
Entrando nel cortile, siamo stati accolti calorosamente dal Sig. Grant, che dopo averci salutato, ci ha affidato al suo direttore, con l’ordine di mostrarci tutto ciò che riguardava il luogo.







