Alcol e Medicina nella Storia /7

Alcol e Medicina nella Storia /7

L’Alcol. Da panacea a veleno: cronaca di un lungo e complicato cammino a fianco della medicina

L’alcol, nelle sue diverse forme, ha accompagnato l’umanità fin dai tempi antichi, ricoprendo un ruolo centrale non solo nella sfera sociale e culturale, ma anche in quella medica. Per millenni, l’alcol è stato considerato un dono degli dèi, un elisir di lunga vita e un rimedio per ogni male. Ma la scienza ha svelato l’amara verità: quello che un tempo era celebrato come una bevanda benefica, oggi l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) ci dice essere una delle principali cause di malattie a livello globale.

Leggi la Prima, Seconda, Terza, Quarta, Quinta e Sesta parte.

 


 

Conclusioni

Dopo questo lungo viaggio, riassumiamo ciò che abbiamo scoperto per trovare un filo conduttore nella storia. Ripercorriamo brevemente questa epopea, comune a molte bevande alcoliche, e scegliamo il whisky come esempio emblematico dell’evoluzione dell’alcol, da rimedio medico a sostanza regolamentata, da panacea a veleno. Questa progressione offre una panoramica delle tappe fondamentali nella storia dell’alcol e del whisky, evidenziando anche i periodi in cui queste bevande erano considerate rimedi medici. Ecco alcuni punti salienti:

 

Storia dell’Alcol e del Whisky, e il loro Uso come Rimedio Medico

Origini e Antichità

  • 000 a.C. circa: Prime bevande fermentate prodotte dai cacciatori-raccoglitori. Si ipotizza che abbiano scoperto casualmente gli effetti inebrianti e analgesici di alcune bacche fermentate.
  • 7000 a.C. circa: In India, gli antichi vedici producevano il “somarasa” probabilmente una bevanda fermentata di riso, considerato un elisir di lunga vita.
  • 7000 a.C., In Cina i ritrovamenti archeologici hanno rivelato l’esistenza di una pratica di fermentazione già ben consolidata. Resti di vasi d’argilla con tracce di riso, miglio, uva e miele suggeriscono la produzione di bevande alcoliche.
  • 3800 a.C.: in Egitto nel periodo predinastico, si hanno le prime prove di vinificazione.
  • 2686-2181 a.C.: Con l’avvento dell’Antico Regno, la viticoltura si espanse lungo il Nilo.
  • 1800 a.C.: Il Codice di Hammurabi, a Babilonia, non solo regola il commercio del vino, ma ne attesta anche l’uso in rituali religiosi e come pagamento per i debiti.
  • 1000C.: I Persiani, come altre civiltà antiche, probabilmente producevano bevande alcoliche per fermentazione.
  • Antica Grecia: Ippocrate, il “padre della medicina”, nel suo trattato “Sui liquidi”, elogia le proprietà terapeutiche del vino, raccomandandolo per la cura di ferite, febbre e come diuretico.
  • Impero Romano: Galeno, medico di Marcantonio, prescrive il vino come antidoto ai veleni e come anestetico per le piccole operazioni chirurgiche. Il vino era un elemento fondamentale della dieta romana e veniva utilizzato anche per la conservazione degli alimenti.

Medioevo

  • Medioevo: Monaci benedettini perfezionano le tecniche di produzione della birra, considerata un alimento nutriente e salutare. Il vino, invece, è utilizzato nei monasteri come medicina e per la celebrazione della messa.
  • 1100: Monaci irlandesi e scozzesi iniziano a distillare cereali fermentati.
  • 1150: La Scuola Medica Salernitana, uno dei più importanti centri di studi medici del Medioevo, produce l’“aqua vitae”, un distillato considerato una panacea universale.
  • 1167: Un distillatore del monastero viene condannato per avvelenamento da alcol, evidenziando la dualità dell’alcol.
  • 1280: Taddeo Alderotti, medico italiano, nel suo “De Veneenis”, elogia le virtù medicinali dell’alcol, sostenendo che possa curare una vasta gamma di malattie.
  • 1405: Prima menzione scritta del whisky in Irlanda, nel Red Book of Ossory.
  • 1494: Prima menzione scritta del whisky in Scozia, in un documento del Tesoro scozzese
  • XVI secolo:Gli scozzesi iniziano a produrre whisky su larga scala, destinando gran parte dei raccolti di cereali alla distillazione. Questa produzione eccessiva porta a un deterioramento delle condizioni sociali.

Età Moderna

  • 1494: In Scozia, il frate John Corr riceve una commissione reale per produrre “aqua vitae”, destinata all’uso medico e per la celebrazione di eventi religiosi.
  • XVII secolo:Il whisky scozzese è ampiamente utilizzato come rimedio popolare per i disturbi digestivi, i reumatismi e le ferite.
  • XVII secolo:I primi coloni americani, di origine irlandese e scozzese, portano con sé le conoscenze sulla distillazione e iniziano a produrre whisky utilizzando cereali locali come segale e mais, in mancanza di malto.
  • 1608: La Old Bushmills Distillery in Irlanda riceve la licenza di distillazione.
  • 1644: Prima tassazione del whisky in Scozia, aumento della distillazione illegale.
  • 1650: La Gran Bretagna inizia a registrare tonici alcolici come medicinali.
  • 1653: Il whisky viene incluso nella Pharmacopoeia Londinensis, il farmacopea ufficiale dell’Inghilterra, a testimonianza del suo riconoscimento come rimedio medico.
  • XVIII secolo: Il dottor Benjamin Rush, uno dei firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, lancia una campagna contro l’abuso di alcol, ma riconosce comunque le sue proprietà medicinali.
  • 1700: I distillati di grano vengono classificati come “Spiritus frumenti”.
  • 1713-1725:Il Parlamento Inglese introduce numerose restrizioni e tasse sulla produzione di distillati, cercando di limitare il consumo eccessivo di whisky e i conseguenti problemi sociali.
  • 1720: Il dottor Benjamin Rush di Filadelfia avvia il dibattito sugli effetti avversi del whisky
  • 1771:Si verifica la “Whiskey Rebellion” in Pennsylvania, una rivolta contro l’aumento delle tasse sui distillati imposto dal governo.
  • 1797: George Washington, dopo la presidenza, apre una distilleria a Mount Vernon e crea una propria ricetta di whisky, in seguito riproposta da Jim Beam e Maker’s Mark.
  • Fine del XVIII secolo – inizio del XIX secolo:A causa delle alte tasse, si assiste a una proliferazione di distillerie illegali in Scozia. All’inizio dell’Ottocento, si stimano oltre 400 distillerie clandestine solo ad Edimburgo.
  • 1823:Le tasse sui distillati vengono ridotte, mettendo fine all’era della produzione illegale e legalizzando di fatto la produzione di whisky in Scozia.
  • 1823:Il Parlamento Inglese introduce una legge che favorisce la produzione di whisky in Irlanda, grazie a nuove disposizioni sugli alambicchi. John Jameson & Son inizia a esportare l’Irish Whiskey oltreoceano.
  • 1831: Introduzione del Coffey Still, che produce un whisky meno intenso e più morbido.
  • 1842: Il Royal College of Physicians di Edimburgo classifica il whisky scozzese torbato come “Spiritus frumenti compositus”, un rimedio per le malattie gastrointestinali.
  • 1854: La Farmacopea degli Stati Uniti definisce uno standard di produzione per il whisky.
  • Fino al XX secolo: Il whisky e altri spiriti sono considerati “medicine eroiche” per le loro proprietà antisettiche e anestetiche.

Età Contemporanea

  • XX secolo: Vengono legislati i primi standard normativi governativi per il whisky in Australia (1906), Canada (1911), Regno Unito (1933), Stati Uniti (1935) e Repubblica d’Irlanda (1950).
  • XX secolo:Con l’avvento della medicina moderna, l’uso dell’alcol come farmaco declina progressivamente, ma continua a essere utilizzato come antisettico e solvente per la preparazione di farmaci
  • 1907: La Farmacopea britannica discute il valore dell’alcol.
  • 1909:Gli irlandesi iniziano una disputa con gli scozzesi sul diritto di utilizzare il termine “whisky”. Il Parlamento Inglese concede agli scozzesi l’uso esclusivo del termine per i loro blended whisky.
  • 1916: La Farmacopea degli Stati Uniti rimuove il whisky come farmaco.
  • 1916:Lo scoppio della guerra d’indipendenza irlandese interrompe le esportazioni di whisky irlandese.
  • 1920 il proibizionismo entra in vigore:Il divieto entrò effettivamente in vigore nel gennaio del 1920, negli Stati Uniti di America, con l’approvazione del Volstead Act, che specificava le modalità di applicazione del proibizionismo. L’entrata in vigore porta alla produzione clandestina di alcol, spesso di bassa qualità e pericoloso per la salute e causa un ulteriore declino del mercato del whisky irlandese. Questo periodo vede, anche, la nascita del mercato nero dell’alcol, dei “speakeasy” e un aumento della criminalità organizzata. Sempre in questo periodo, 000 medici dispensano 145 milioni di prescrizioni di whisky negli Stati Uniti.
  • 1933 fine del proibizionismo: con la ratifica del XXI emendamento,si abrogava il XVIII emendamento e si ripristinava la legalità della produzione e della vendita di alcolici.
  • Dopo il Proibizionismo: L’alcol viene sottoposto a severe regolamentazioni e le sue proprietà medicinali sono sempre più messe in discussione.il mercato del whisky americano riprende a crescere e diventa altamente competitivo a livello mondiale.
  • Anni ’30: I governi e le istituzioni mediche si oppongono al whisky e all’alcol etilico, classificandoli come droghe.
  • 1960-1980: Rinascita del whisky scozzese, con un aumento della domanda globale.
  • 1966:La fondazione della Irish Distillery Company, unendo le forze di Jameson, Cork e Power, segna la ripresa del settore del whisky irlandese a livello mondiale.
  • 2000: Crescita del whisky artigianale e delle distillerie indipendenti.
  • Oggi: L’alcol è una droga psicotropa legalmente accessibile, regolata da leggi su tassazione, licenze e se ne conoscono diffusamente e approfonditamente gli effetti indesiderati.

 

L’Ascesa e la Caduta dell’Alcol in Medicina

A partire dal XX secolo, grazie all’avanzamento della ricerca scientifica, si iniziò a comprendere meglio gli effetti dell’alcol sull’organismo. Si scoprì che un consumo eccessivo di alcol poteva causare danni al fegato, al cuore, al cervello e ad altri organi.

L’alcolismo venne riconosciuto come una malattia e si iniziò a studiarne le cause e le conseguenze.

Con la scoperta di nuovi farmaci e terapie, l’uso dell’alcol in medicina si ridusse drasticamente.

 

L’Alcol Oggi: Un Rapporto Complesso

Oggi, l’alcol è presente nella nostra società, ma il suo ruolo è cambiato radicalmente. Mentre in passato era considerato una panacea, oggi è riconosciuto come una sostanza psicoattiva che può causare dipendenza e gravi problemi di salute.

Tuttavia, alcuni studi scientifici, come ampiamente precedentemente dibattuto, hanno evidenziato potenziali relativi piccoli benefici legati al consumo moderato di alcol, come una possibile riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Questi effetti sono complessi e dipendono da numerosi fattori, tra cui il tipo di bevanda alcolica, la quantità consumata e lo stile di vita individuale.

 

Rimedi Alcolici: Un Patrimonio Comune di Diverse Tradizioni.

Sebbene abbiano origini in culture e tradizioni diverse, questi elisir condividono caratteristiche comuni che li hanno resi preziosi rimedi naturali nel passato e, in parte, anche nel presente. La loro efficacia e il loro utilizzo si sono tramandati attraverso le generazioni, mantenendo viva una tradizione di cura naturale.

Le bevande alcoliche hanno tutte una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale. Questi liquori sono stati apprezzati per le loro proprietà digestive, rilassanti e antinfiammatorie. Come sappiamo, ad esempio, il vino rosso è stato spesso utilizzato per migliorare la circolazione sanguigna, mentre l’amaro è noto per stimolare la digestione.

La scienza moderna riconosce che alcuni componenti presenti in queste bevande, come i polifenoli nel vino rosso o le erbe negli amari, possono avere benefici per la salute se consumati con molta moderazione.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’abuso di alcol può portare a gravi problemi di salute, tra cui malattie del fegato, dipendenza e danni al sistema nervoso e non ultimo tumori. Molte delle proprietà medicinali attribuite a queste bevande nella tradizione non sono supportate da evidenze scientifiche solide.

L’uso tradizionale delle bevande alcoliche come rimedi medici ci insegna l’importanza di un approccio equilibrato e consapevole. La combinazione di erbe e alcol può offrire benefici, ma è essenziale utilizzare questi rimedi con moderazione e sotto la guida di professionisti della salute. La scienza moderna ci invita a valutare criticamente le tradizioni, integrando le conoscenze antiche con le evidenze scientifiche attuali per promuovere il benessere in modo sicuro ed efficace.

La storia dell’alcol in medicina è un viaggio affascinante che ci mostra come la percezione di una sostanza possa cambiare radicalmente nel corso dei secoli. Da panacea, dono divino, elisir di lunga vita, rimedio per ogni male a veleno, l’alcol ha sempre suscitato grande interesse e dibattito. Con il passare del tempo, la comprensione degli effetti dell’alcol si è affinata. Si è compreso che, se consumato in modo eccessivo e prolungato, può causare danni significativi all’organismo. Le prime avvisaglie di questi rischi si sono manifestate già nei secoli passati, ma è stato solo con l’avvento della medicina moderna che si è potuto delineare un quadro completo delle conseguenze dell’alcolismo.  Oggi sappiamo che un consumo moderato può avere alcuni relativi benefici, ma un abuso prolungato può portare a gravi conseguenze per la salute.

Dalla storia dell’alcol possiamo trarre preziose lezioni:

  • La conoscenza è potere: Più conosciamo una sostanza, meglio possiamo gestirne i rischi e i benefici.
  • La prevenzione è fondamentale: Educare le persone sui rischi dell’alcol e promuovere stili di vita sani è il modo migliore per prevenire i problemi legati all’alcolismo.

Oggi, grazie alle conoscenze scientifiche, siamo in grado di apprezzare sia le poche qualità dell’alcol sia i suoi pericoli. Possiamo godere di un bicchiere di vino con gli amici, o di un dram di whisky, ma siamo anche consapevoli dei rischi legati all’abuso. La storia ci insegna che l’alcol è una sostanza complessa, che va rispettata e utilizzata con molta saggezza.

La conoscenza ci libera: Sapere i rischi ci permette di fare scelte consapevoli e proteggere la nostra salute.

I soliti dubbi … alla ricerca di un difficile equilibrio.

 


Bibliografia e riferimenti utili

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment