Agave in California

Agave in California

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Whisky Club Italia in California – Day 10

Premetto che di agave ne so zero e che quello che scrivo qui deriva dalla chiacchierata con una sola persona, da quello che ha voluto dirmi e da quello che posso avere capito. Chiunque voglia dare un contributo é stimolato a farlo.

Le origini messicane della California sembrano suggerire condizioni climatiche e culturali adatte alla coltivazione e alla “distillazione” dell’agave. Non è bastata l’annessione non consenziente agli Stati Uniti del 1847 per cancellare queste radici.

Molte distillerie artigianali californiane hanno a listino un distillato di agave. Non possono ovviamente chiamarlo Tequila o Mezcal ma stiamo parlando di un cugino vicino. Alcune se lo fanno produrre direttamente in Mexico e semplicemente ci mettono la propria etichetta (rientra nel 15% di cose che una distilleria artigianale può non produrre in casa). Impensabile portare la materia prima in California, uno dei requisiti della distillazione dell’agave è la lavorazione in giornata della piña. Alcune, poche, hanno iniziato a coltivare l’agave in casa per una esperienza che ovviamente non potrà garantire la stessa esperienza di un Tequila (così come un single malt in America non potrà mai essere simile ad uno Scotch).

Alle spalle non solo scelte imprenditoriali. L’agave soffre del successo che negli ultimi anni ha visto crescere in modo esponenziale le vendite di Tequila & c. Usare l’agave significa uccidere la pianta, una pianta che può avere da 5 a 30 anni di vita. Inoltre il passaggio di tante piccole aziende a multinazionali (a colpi di milioni di dollari) ha portato alla perdita di biodiversità dell’agave che si sta standardizzando su pochi cloni … come accade per l’orzo in Scozia.

Nel breve, e lo dice la camera di commercio messicana, non ci sarà più agave sufficiente e tutto il sistema dovrà essere rivisto se non vorrà fare la fine dell’ olio di palma. É da qui che nascono sempre più startup californiane con lo scopo di produrre agave “sostenibile”.

Ho assaggiato un paio di campioni, nulla a che vedere con la raffinata eleganza di alcuni Tequila, ne emerge sempre il carattere un po’ sfacciato americano. Ma sono solo all’inizio. (y)

Foto Davide Terziotti Angel’s Share

Non ne parleremo tra un mese a Milano Whiskey: America a gonfie vele (Milano) 😉


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