Oggi si parla molto di Absolut Vodka e della decisione della sua Proprietà Pernod Ricard di riprendere le esportazioni dalla fine del 2022 in Russia, azione giustificata dalla necessità di salvaguardare la propria rete di dipendenti e relativo indotto nel Paese in cui la vodka è sostanzialmente un’istituzione.
La reazione della società svedese è stata immediata e durissima. La paura russa avanza e la guerra contro l’Ucraina ha visto ampiamente gli Svedesi al fianco di questo Stato.
Addirittura, secondo le Monde alcuni dei più importanti e rinomati ristoranti svedesi del quartiere di Stureplan hanno l’ordine della relativa Proprietà, Svenska Brasserie, di non versare ai clienti “neppure un bicchiere di vodka Absolut” né peraltro “di whisky Jameson o rum Malibù“, tutti prodotti del portfolio Pernod Ricard.
Anche il Primo Ministro Kristersson si è detto stupito dalla decisione di Pernod Ricard, approvando sostanzialmente la disapprovazione sociale svedese.
In realtà tutto nasce da un grande amore e da un grande orgoglio tradito, quello del popolo svedese per l’Absolut Vodka.
Ma quando e come nasce questa Storia d’amore?
Absolut è un marchio creato da Lars Olsson Smith, imprenditore svedese, poi passato alla Storia come il re della vodka, nel 1879.
Lars nel 1877 inventa un nuovo modo di distillare l’acquavite, brannvin, riuscendo a eliminare dal prodotto finale l’olio di flemma, il cosiddetto fuselol, prodotto di coda della distillazione, e riuscendo quindi a creare la famosa ”Tiodubbelt Renadt Brannvin”, o nella lingua di Dante “acquavite purificata dieci volte”.
Dopo due anni impiegati per perfezionare lo Spirito, definito Absolut Rent, dovette, Lars, acquistare obbligatoriamente un negozio nei sobborghi di Stoccolma ed ebbe un discreto successo. Addirittura dalla fredda Stoccolma cominciarono a partire casse di acquavite con destinazioni straniere.
Nel 1917 lo Stato svedese decise di monopolizzare la produzione e la vendita di alcol, creando l’apposita società Vin & Spirit, che continuò a vendere vodka nel Paese scandinavo con i due marchi Absolut Rent Brannvin e Renat Brannvin, poi quest’ultimo diventò un marchio secondario e venduto a parte dopo il successo della Absolut.
La svolta nel 1979
Il 17 giugno il Presidente della V&S dopo aver deciso di ristudiare ricetta e finanziare un nuovo marketing per la sua vodka e creato il nome Absolut Vodka, la fa uscire immediatamente e simultaneamente in alcune città chiave del più importante mercato alcolico mondiale del momento: The United States of America.
Lo studio fu incentrato su un packaging, un nome, una ricetta ed un marchio, capaci di sfondare sul mercato americano.
Il nome doveva indicare semplicità, purezza e richiamare l’origine del prodotto, la Svezia. Si decise per Absolut Vodka (senza la e per essere meno generici e per ragione di registrazione del marchio oltre che per richiamare la lingua svedese) con in evidenza il sottotitiolo “Country of Sweden”.
La bottiglia fece perdere il sonno a numerosi creativi dell’industria scandinava. Fin quando si decise di creare una bottiglia che richiamasse i contenitori di vetro per i medicinali, diffusi in Svezia fin dal XVII° secolo. Una bottiglia cilindrica trasparente che il creativo designer Gunnar Broman vide per caso una sera, passeggiando per il centro di Stoccolma, in un negozio. Ma il colore bianco non dava risalto alla vodka, si decise per un colore blu per il nome, bianco per le scritte.
Siamo dunque al 17 giugno del 1979, la notte prima poco sonno riescono ad avere gli uomini della V&S.
Andrà bene? Un lavoro duro e meticoloso pagherà? La campagna pubblicitaria appositamente creata per evidenziare il nome Absolut avrà successo?
Boston, New York, Chicago, Los Angeles, San Francisco, vengono inondate di vodka blu svedese, conoscono Absolut e se ne innamorano. Nel primo anno ne vengono venduti, solo negli States, circa novantamila litri.
Nel 1985 Absolut diventa la vodka più venduta negli Stati Uniti, vendendo piu’ dei marchi russi e finlandesi, e rientrando tra i primi cento spirits venduti nel mondo, grazie alle esportazioni di successo anche nei mercati asiatici ed europei.
Nel 1986 cominciano a essere lanciate nuove vodke Absolut aromatizzate.
L’acquisto di Pernod Ricard
Nel 2008 Pernod Ricard l’acquista con l’idea di mantenerne il cuore e la produzione in Svezia.
Il Grano utilizzato è quello della regione meridionale della Svezia, quello di Ahus, acqua purissima dichiaratamente prelevata da pozzi locali filtrata da un sostrato roccioso.
Trecentotrentotto aziende agricole della Scania, regione svedese, coinvolte nella produzione che pretende la ricerca della ecosostenibilità anche nella produzione del vetro delle bottiglie, che si ottiene per il 40% da riciclo.
Compaiono almeno dodici differenti vodke, con aromatizzazioni varie e che cercano continuamente di incontrare i gusti dei consumatori, ma soprattutto dei bartender di tutto il mondo.
Il conflitto Ucraina-Russia
La guerra Ucraina-Russia ha creato forti tensioni nel mercato mondiale anche per il settore degli alcolici.
Le azioni di Diageo e di Pernod Ricard nei mesi successivi allo scoppio delle ostilità hanno ceduto piu’ del 10% per aumento di materie prime e timori per l’inflazione mondiale.
Peraltro, Ucraina e Russia, fino allo scoppio della guerra rappresentavano due importanti mercati per gli alcolici, tanto che Pernod Ricard a Dicembre del 2021 sosteneva che “il continuo dinamismo dell’Europa Orientale” aveva contribuito alla crescita del 21% delle vendite globali dei suoi alcolici.
Il boicottaggio della Vodka
Il boicottaggio, poi, della vodka che soprattutto negli Stati Uniti ma anche in Europa è seguito all’insorgere della guerra, intendendo così penalizzare anche attraverso l’alcol l’economia russa, ha avuto soprattutto l’effetto di penalizzare l’industria europea, perché si è vista la vodka come un prodotto russo, quando ”la maggior parte della vodka consumata in tutto il mondo è prodotta in Unione Europa.
Secondo i dati delle Nazioni Unite il maggior Paese produttore di vodka è la Svezia, seguita da Francia, Polonia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Lettonia, Italia. La Russia invece esporta solo una minima parte delle bottiglie vendute in tutto il mondo” (fonte tg24.sky.it).
Insomma dietro la decisione di Pernod Ricard di riesportare in Russia ci sono complesse considerazioni.
Riuscirà tuttavia la guerra russo-ucraina a distruggere l’amore degli Svedesi per il loro marchio Absolut e per la loro vodka?
Ideali contro economia, amore contro passioni politiche e considerazioni di affari, la perenne lotta, insomma il solito assoluto dilemma. Chi vincerà?





